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PARADOSSO

 

Amore per le strade, appagamento dei sensi, il trovare finalmente ciò di cui si ha  bisogno. La delusione cocente di imparare che non si raggiungerà mai quello che riempie di vita, almeno fin tanto che la vita continua, e che se si dovesse realizzare il sogno della perfetta dolce foresta, allora dopo un certo tempo senza niente da rincorrere si diverrebbe malati psichici.

Si può vivere eternamente appagati?

Senza l'ideale da conquistare?

E' giusto conquistarlo, poi?

Io ho sempre e dico sempre (anche se fino ad un certo punto non sapevo tradurlo) avuto un ideale strano; una grande, immensa orgia dei sensi (e non pensate  SOLO al sesso), dove fondersi l'un con l'altro in una totale empatia entusiastica, c'è la festa e c'è il riposo, ognuno è uno strumento di una grande orchestra, e si è anche liberi solisti.

Ci si dibatte, si lotta, si ragiona all'infinito, ci si ammala, si sciolgono poesie, tutta la vita, per scoprire che quello di cui abbiamo bisogno non esiste, per scoprire che non deve esistere, se vogliamo continuare a vivere. Quello che tutti cerchiamo e a cui non sappiamo dare un nome, quell' indefinito cibo che ci manca, quella qualcosina che non sappiamo cosa sia ma che ci completerebbe, quella sensazione di totalità assoluta,  con la vita non c'entra.

 

Pubblicato il 24/8/2006 alle 23.43 nella rubrica Diario.

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